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Chomsky si racconta

pubblicato il 08/02/2010 alle 20:32 da samchok.
Noam Chomsky, il linguista, filosofo, nonché professore del MIT celebre per il suo impegno sociale e politico, si racconta in una lunga e interessante intervista a VBS.tv. Chi segue i Bad Religion da qualche annetto ricorderà sicuramente il legame tra Chomsky e i BR: nel 1991, all'indomani della prima Guerra del Golfo, la rivista statunitense MaximumRocknRoll realizzò una serie di 7" dal titolo New World Order per condannare l'intervento militare americano. Il primo disco della serie ebbe come protagonisti proprio i Bad Religion e Noam Chomsky: il lato A ospitava Heaven Is Falling (brano spiccatamente contro la guerra) e Fertile Crescent (esplicitamente dedicata alla Guerra del Golfo: "la mezzaluna fertile oggi sta bruciando"), mentre sul lato B Chomsky effettuava una sintetica analisi politica delle cause della guerra.
Queste le parole di Chomsky riguardo al suo primo contatto con l'attivismo: "La musica nell'attivismo ha sempre avuto un ruolo importante. Negli anni '60, per esempio, la musica rock era una grande fonte di ispirazione per i giovani. La stessa cosa in Irlanda: i murales, ad esempio, giocavano un ruolo importante nei movimenti degli attivisti. [...] Nel 1991, prima della Guerra nel Golfo, un gruppo punk al cui nome non potevo resistere, chiamato Bad Religion, mi chiese di parlare per otto minuti della guerra su un nastro che mi mandarono. Così feci e gli rimandai indietro il nastro. Ne uscì un disco col mio noioso discorso da un lato e una canzone dall'altro lato, che mi assicurarono essere un brano contro la guerra. Non potevo rivenderlo, così lo regalai a un amico che aveva una figlia di quattordici anni e mi raccontò molto dettagliatamente della scena punk rock e di cosa significasse per lei. Quindi, sì, ho avuto qualche legame con la musica."

 

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