# # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # scaricato da: # # BAND WITH A MISSION - The Italian Unofficial BAD RELIGION Homepage # # badreligion.rules.it # # contatta l'autore o me per eventuali correzioni! # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # # --> testo: A PUNK MANIFESTO (2002) --> testo originale: --> by: Greg Graffin --> tradotto da: Manuel Non ho mai posseduto una casa discografica, né diretto un'azienda di successo, quindi non pretendo di essere un esperto di marketing. Ho evoluto la mia abilità nello scrivere testi, ma altri hanno etichettato la mia opera, commercializzandola e distribuendola pronta all'uso. Anche se ho fatto soldi dal Punk, è pur sempre una somma modesta se si considera la ricompensa che è toccata alle società che promuovono il Punk come una specie di prodotto da consumare. E' sempre stata una mia caratteristica quella di svalutare i tratti modaioli, spensierati e impulsivi che la gente associa al Punk, perché il Punk è ben più di questo, così superiore che questi elementi diventano perfettamente inutili alla luce dell'esperienza umana che tutti i punk possono condividere tra loro. Dato che tutto ciò è stato parte di me per più della metà della mia vita, credo che sia giunto il momento di tentare una definizione, e allo stesso tempo difendere, questo persistente fenomeno sociale conosciuto sotto il nome di Punk. E' sbalorditivo che qualcosa di profondità così intensa e interculturale sia cresciuta senza una definizione così a lungo, perché le radici del Punk scorrono più in profondità e più indietro nella storia di quanto si immagini. Persino negli ultimi due decenni è difficile trovare una qualche analisi sull'influenza che il Punk Rock ha avuto sulla musica Pop e sulla cultura giovanile. E ancora più rari sono i testi che espongono dettagliatamente le sottocorrenti emotive e intellettuali che spingono verso quelle espressioni modaiole che la maggior parte della gente attribuisce al Punk. Questi sono alcuni dei bisogni che mi hanno costretto a scrivere questo testo. Se il mio tentativo offende i puristi, fa collassare l'isolamento di una società chiusa, promuove confidenza in scettiche inchieste, provoca pensieri profondi e causa ironia, allora ho compiuto il mio lavoro e chi si è sentito mancato di rispetto potrà riconoscere l'inutilità della sua posizione. Perché non ho niente da promuovere all'infuori delle mie osservazioni su una sub-cultura che è cresciuta fino a proporzioni globali; venendo in contatto con buona parte di essa, ho trovato tracce di un pensiero comune ovunque. I processi del pensiero comune sono ciò che determina un'ideologia che lega le persone insieme, formando una comunità. C'è il desiderio tra i Punk di essere una comunità, ma si sente il bisogno di una qualche forma prestabilita sui fondamenti dell'ideologia punk, e su dove essa provenga. Lo stereotipo Punk in voga oggi è sfregiato dal consumo di massa e da una disgraziata enfasi sull'apparenza più che sulla sostanza. Ma questi mali non distruggono il sentimento Punk, confondono semplicemente l'educazione delle nuove generazioni di persone, che sanno di essere punk, ma che non sanno cosa questo voglia dire. Bisogna percorrere una lunga strada per capire ciò che significa. Questo testo è parte del cammino. I PUNK NON SONO ANIMALI: Essere Punk è un riflesso di cosa voglia dire essere umani. Che cosa ci separa dagli altri animali? La nostra abilità nel riconoscere noi stessi e nell'esprimere la nostra unicità genetica. Ironicamente, l'opinione comune tra gli esperti di marketing e i pubblicitari pone l'accento sulla natura "animalesca", "primitiva" dei punk e della loro musica. Partono dal presupposto che la violenza sia un ingrediente chiave nella musica punk, e questo è facilmente diffuso perché è facile commercializzare la violenza, le notizie sulla violenza hanno sempre il loro spazio nelle rubriche. Questa concentrazione sulla violenza si lascia sfuggire un elemento chiave di quello che è veramente il Punk. IL PUNK E': l'espressione personale della nostra unicità, che proviene dalle esperienze di vita provate grazie alla nostra abilità umana di ragionare e porsi delle domande. La violenza non è né una costante, né un'esclusiva del punk. Quando si manifesta questo è dovuto a cose non collegate all'ideale punk. Considerate per esempio una comune storia di una rissa alla scuola secondaria tra un punk e un giocatore di football. Il giocatore di football e la sua cricca non accettano o apprezzano il punk come una vera persona. Preferibilmente, lo usano come capro espiatorio, sfottendolo, provocandolo e mettendolo quotidianamente in imbarazzo, cosa che ovviamente non è nient'altro che il riflesso delle loro insicurezze. Un giorno il punk decide di averne sopportate abbastanza e colpisce il capitano della squadra di football all'ingresso. Gli insegnati ovviamente espellono il punk e fanno riferimento al suo meschino taglio di capelli e ai suoi vestiti logori come prove del suo modo di essere violento, incontrollabile e inetto. Il giornale della comunità scriverà "Rissa All'Ingresso Riafferma Che La Violenza E' Uno Stile Di Vita Tra I Punk Rockers". La rabbia spontanea per non essere accettato come una vera persona non è esclusiva dei punk. Questa reazione è dovuta al fatto stesso di essere umani, e chiunque reagirebbe rabbiosamente, a dispetto della propria inclinazione culturale o sociale, se si sentisse svalutato e incompetente. Tristemente, c'è grande abbondanza di esempi di violenza tra i punk. Ci sono anche vistosi esempi di persone fuorviate che si autodefiniscono punk. Ma la rabbia e la violenza non sono caratteristica punk, infatto non hanno alcuno spazio nell'ideale punk. Rabbia e violenza non sono la colla che tiene unita la comunità punk. NELL'UNICITA' STA LA PRESERVAZIONE DELLA SPECIE UMANA: la Natura ci ha donato il retroscena genetico per capire cosa sia il punk. Ci sono all'incirca 80.000 geni in un genoma umano, e circa 6 miliardi di persone portano quel corredo genetico. Le possibilità che esistano due individui aventi lo stesso identico genoma sono così infime da essere praticamente oltre la nostra comprensione (le probabilità sono in pratica mezza su 80.000 volte il numero teorico di persone con cui ci si può accoppiare nell’arco di una vita! Praticamente impossibile). I geni che portiamo giocano un ruolo fondamentale nella determinazione del nostro comportamento e della nostra visione della vita. Ecco perché abbiamo il dono dell'unicità, perché nessun altro ha lo stesso corredo di geni che controlla la propria visione del mondo. Ovviamente anche i fattori culturali giocano un ruolo decisivo, e questi possono avere un effetto più omogeneizzante sul comportamento. Per esempio, una cittadina composta esclusivamente di operai potrebbe avere 15.000 residenti cresciuti con gli stessi ideali, che lavorano nelle stesse aziende e frequentano le stesse scuole, che fanno la spesa negli stessi negozi e seguono le stesse squadre. Quando i loro figli crescono, c'è una costante interazione di forze opposte tra l'imprinting sociale che la loro cultura gli trasmette e l'espressione genetica di unicità. Coloro i quali perdono contatto con la loro natura diventano dei robot, mentre chi rifiuta il proprio sviluppo sociale diventa un'animale randagio. Punk sta per il desiderio di camminare sulla linea di confine tra questi due estremi con magistrale precisione. I Punk vogliono esprimere la loro natura unica, mentre allo stesso tempo vogliono abbracciare gli aspetti sociali della loro educazione. La connessione sociale che hanno è basata su un desiderio di capire la reciproca visione del mondo. Le "scene" punk sono luoghi sociali dove quelle opinioni sono accettate, a volte adottate, altre volte scartate, ma sempre tollerate e rispettate. IL PUNK E': un movimento che serve a rifiutare gli atteggiamenti sociali che sono stati perpetuati grazie alla testarda ignoranza insita nella natura umana. Dato che si basa sulla tolleranza e il rifiuto del rifiuto, il Punk è aperto a tutti gli esseri umani. C'è un elegante parallelo tra la dipendenza del Punk dalle opinioni e dai comportamenti unici e la nostra predisposizione genetica verso l'unicità. LA BATTAGLIA TRA PAURA E RAZIONALITA' La costrizione a conformarsi è un potente effetto collaterale della vita civilizzata. Siamo tutti istruiti a rispettare i punti di vista dei nostri genitori e più tardi capiamo che quelle sono solo opinioni dogmatiche; siamo istruiti a non fare confusione ponendo delle domande difficili. Molti procedono a vivere semplicemente con i concetti prevalenti e non esprimono mai le proprie opinioni, cosa analoga ad una prematura morte dell'individuo. La nostra specie è unica nell'abilità di riconoscere ed esprimere se stessa, e non adoperare questa funzione biologica va contro la selezione naturale che l'ha creata al principio. Questa compiacenza si oppone alla paura di sbagliare. E' facile constatare che se tutti gli altri stanno facendo una determinata cosa, allora non c'è modo di fallire se si segue la corrente. Mucche e oche riescono probabilmente a riconoscere questo vantaggio. Ma l'intera razza umana potrebbe fallire a causa di questa mentalità. Pensare e agire in una direzione diversa dalla corrente dell'opinione pubblica è critica per lo sviluppo umano, ed una potente manifestazione del Punk. Se una disputa o un fenomeno è creduto vero solo perché altre persone dicono così, allora è un lavoro da Punk cercare una soluzione migliore, o almeno trovare una variabile indipendente che conferma la visione sostenuta (a volte la visione popolare è solo un riflesso della natura umana, i Punk non vivono all'oscuro di questo). Questa abilità ad andare contro corrente [Against The Grain nel testo originale, meno banalmente si può tradurre anche "contro i dogmi"] è stata una componente basilare dei più grandi progressi nel pensiero umano lungo tutta la storia. L'intero periodo dell'Illuminismo era caratterizzato da idee che eludevano i dogmi del tempo, solo per rivelare verità nella natura e nell'esistenza umana che tutti potevano osservare, e che ci accompagnano tutt'ora. Galileo lottò contro la chiesa, la chiesa vinse la battaglia rinchiudendolo in galera per il resto della vita, ma alla fine perse la guerra; poca gente oggi pensa che il sole orbiti attorno alla terra, di conseguenza Dio non ha creato la Terra come centro dell'universo. Francis Bacon sostenne che il destino umano dipende dalle capacità di comprensione. Se neghiamo questo principio fondamentale dell'essere umani, diceva, allora precipitiamo nella profondità delle pure barbarie. Charles Darwin, che scrisse dopo l'apogeo dell'Illuminismo, fu nondimeno direttamente influenzato dalla sua tradizione; fu istruito come teologo ma tuttavia fu spinto a capire il soggiacente ordine che connette le specie biologiche, come osservò nei suoi viaggi. Le sue opinioni screditarono molti dogmi della Bibbia, tuttavia il suo ragionamento era solido e, attraverso un processo di auto-perfezionamento (la lotta nella sua mente per arrivare alla comprensione), migliorò l'umanità, fissando un nuovo banco di prova della conoscenza umana. I dogmi della chiesa erano stati ulteriormente accantonati. La paura di ripercussioni dalla chiesa fu adombrata dall'ondata di comprensione che le sue teorie crearono nella gente e dalla verità delle sue osservazioni. Il processo di pensiero del moderno Punk, spinto dal desiderio di capire, è una copia carbone della tradizione Illuminista. Il fatto che ci sono così tanti esempi storici che rivelano la volontà di abbattere i dogmi porta ad un'importante considerazione: è un tratto naturale degli uomini civilizzati essere originali. Il fatto che l'unicità sia così rara rivela che la nostra natura è soffocata da una forza opposta ugualmente potente: la paura. IL PUNK E': un processo di interrogazione e impegno a capire che ha come risultato lo sviluppo di sé e, grazie all'esportazione di esso, può portare ad un miglioramento della società. Se abbastanza persone si sentono libere e sono incoraggiate ad usare le proprie abilità di osservazione e ragionamento, grandi verità emergeranno. Queste verità sono riconosciute ed accettate non perché sono imposte con la forza da qualche entità totalitaristica, ma perché ognuno ha avuto un'esperienza simile osservandole. Il fatto che i Punk riescono a raccontarsi l'uno con l'altro i problemi del pregiudizio nasce da una condivisa esperienza piena di maltrattamenti ricevuti da chi non li vuole vicino. Ognuno ha la sua esperienza di emarginato e ognuno può riportare la storia dell'allontanamento di un altro, senza una qualche aderenza ad un codice comportamentale. La verità del pregiudizio è derivata dall'esperienza che tutti condividono, non da una formula scritta o da una costituzione alla quale devono attenersi. I punk imparano dalla propria esperienza che il pregiudizio è sbagliato, è un principio su cui si basano, non lo imparano da un libro di testo. Senza fare sforzi per capire e per scuotere le credenze in nostro possesso, la verità rimane celata dietro all'abitudine, all'inattività e alla prescritta ideologia. CHE COS'E' LA VERITA'? I filosofi distinguono la Verità con la "V" maiuscola e la verità con la "v" minuscola. I Punk negano la prima. La Verità parte dal presupposto che ci sia un ordine prescritto da qualche essere trascendentale. E' come dire che la Verità proviene in definitiva da Dio, che ha un piano per ciascuna cosa che ha creato nell'universo. La verità è quella che possiamo immaginarci da noi, quella che tutti possiamo accettare per via di esperienza simili e indagini sul mondo. E' anche conosciuta come verità oggettiva, proveniente da noi stessi e rivelata qui sulla Terra, in opposizione alla Verità, che arriva dall'esterno e dall'alto. La moralità non ha bisogno di essere pensata come un prodotto della sola Verità. La verità oggettiva tende di per se stessa senza difficoltà ad una cultura moralistica e spirituale. IL PUNK E': credere che questo mondo è quello che noi facciamo di esso; la verità viene dalla comprensione del modo di essere delle cose, non dalla cieca aderenza a prescrizioni su come le cose dovrebbero essere. La dipendenza punk dalla verità oggettiva deriva dall'esperienza comune dell'andare contro corrente. Chiunque si sia distinto da una massa avverte la verità dell'esperienza. Nessuno ha mai dovuto scrivere una dottrina per far capire agli emarginati cosa voglia dire essere differenti. La verità era sufficientemente evidente, e quella verità poteva essere capita e accolta da tutti coloro i quali avevano condiviso una comune esperienza. CHE COS'E' LA PAURA? Le paure che spingono la gente a conformarsi hanno causato tristi periodi nella storia umana. Il cosiddetto Medioevo era tranquillo, senza sconvolgimenti sociali, ma anche orribilmente sommesso e pestilenziale, senza opinioni contrastanti da trovare. La pseudo-agiatezza e la tranquillità che la gente del Medioevo sperimentò, conformandosi ad una burocrazia rigidamente imposta da re e chiesa, era mascherata interamente dalla miseria a cui dovevano resistere ogni giorno della loro vita. La vita è semplice da contadino: nessuna tendenza, nessuno scopo, solo produrre più merci e figli per il beneficio del re. Ma usare la paura per controllare i contadini (o i moderni lavoratori dal colletto blu) è solo un pazzo esercizio a breve termine, perché i contadini hanno le stesse doti mentali dei sovrani. I tratti biologici profondamente radicati della coscienza di sé e il desiderio di esprimersi non può essere annullato a lungo. Alla fine i contadini capiranno che vivere senza la pratica della ragione equivale ad essere animale da fattoria. Essere controllati dalla paura equivale ad essere biologicamente inerti, incapaci di prendere parte al dramma umano, sprecando meramente le proprie potenzialità. La paura che controlla il comportamento umano è appresa. E' diversa dalla risposta immediata, dovuta ai riflessi e volta a fuggire dallo stimolo sgradevole, che le altre creature impiegano per sopravvivere. Abbiamo anche noi dei riflessi motori, ma la paura di sbagliare e la paura di parlare fuori dal coro arrivano dal sistema limbico. Il sistema limbico è una rete di neuroni del nostro cervello che controlla le nostre emozioni più recondite. Connette due parti del cervello: il mesencefalo, dove l'informazione sensoriale è spedita (ad esempio uno stimolo visivo o uditivo) e i lobi frontali, dove l'informazione è elaborata. Benché questi lobi siano comparsi a partire da almeno 480 milioni di anni (erano presenti nei primissimi vertebrati), essi hanno evoluto delle funzioni peculiari con l'avvento della specie umana. Una porzione specializzata di essi, chiamata corteccia celebrale, è altamente sviluppata negli umani. Il 95% della nostra corteccia celebrale è responsabile di attività associative come contemplazione e pianificazione. L'altro 5% è responsabile dell'elaborazione del movimento e dell'informazione sensoriale. Per fare paragone, un topo (considerato anch'esso un vertebrato evoluto) ha una corteccia celebrale in cui solo il 5% dei suoi neuroni è dedicata alle funzioni associative, mentre il restante 95% si occupa del movimento e delle funzioni sensoriali. L'altamente sviluppato sistema limbico è l'essenza di ciò che vuol dire essere umani. Differiamo dagli altri animali per la quantità di tempo che impieghiamo a pianificare, contemplare ed esprimere noi stessi. Il nostro sistema limbico è molto potente. Può sormontare le passioni primordiali e sopprimere reconditi desideri. Chiunque abbia mai visto un film triste con degli amici e si sia testardamente sforzato di trattenere le lacrime per non farsi vedere mentre piange, ha sfruttato la potenza del proprio sistema limbico. Ha meditato sulle ripercussioni che avrebbe potuto avere il fatto di essere scoperto a piangere dagli amici e ha sbarrato la cascata emotiva che avrebbe portato alle lacrime. Nello stesso modo in cui la razionalità è il prodotto del sistema limbico, la paura è a sua volta centrata negli stessi neuroni del sistema limbico. La paura è solitamente un comportamento razionale basato su pensieri irrazionali, e può congelare la potenza calcolatrice della corteccia celebrale. Rifiuto e paura vanno a braccetto, ed entrambi sono esempi di come il nostro sistema limbico può soffocare ovvi stimoli e promuovere un comportamento innocuo e conformato. Esso è uguale a tutti gli altri organi nel senso che può operare senza alcun controllo per produrre dei risultati dannosi. Essere in armonia con il proprio corpo porta ad uno stato di salute generale, e il sistema limbico richiede costante attenzione per essere dominato. Per sormontare la paura, ognuno deve tenersi in contatto con il proprio sistema limbico, e imparare a distinguere l'attimo in cui esso sopprime un istinto naturale. Le regole comportamentali e l'essere garbati sono forme di repressione del sistema limbico, a volte necessarie ma che in definitiva avviliscono l'originalità umana. La menzogna è la suprema forma di repressione limbica. E' la negazione dell'evidenza. Le persone sincere, quelle autentiche e degne di fiducia, hanno imparato a gestire il proprio sistema limbico. Riconoscono il desiderio di mentire, ma capiscono la futilità di sostenere qualcosa di falso. I bugiardi, d'altra parte, sono schiavi del loro sistema limbico, fuori dalla portata delle loro capacità mentali di base. Il loro comportamento è cauto e ambiguo perché lasciano che il loro ragionamento corrotto copra l'evidente, controlli l'intera composizione. Alla fine devono arrendersi alla verità e dichiarare la sconfitta, ma solo dopo aver sperimentato ogni possibile modo di ingannare e aver sfruttato una contorta logica per nascondere la propria paura. I politici, i sacerdoti, gli imprenditori e i giudici sono maestri nei ragionamenti contorti e nella promozione della paura. Sono un buon bersaglio intellettuale per i Punk perché essi non rispettano la gente che ha imparato a governare il proprio sistema limbico. E i Punk non hanno paura di additare ciò che è ovvio, anche se questo può voler dire mettere a repentaglio la propria condizione sociale. IL PUNK E': la costante lotta contro la paura di ripercussioni sociali. IL MOVIMENTO PUNK Ho provato ad enumerare alcuni dei fattori che fanno del Punk un movimento in senso culturale. Il tipico stereotipo dello stupido furfante che vandalizza, distrugge, ruba, scatena risse e dispute nel nome di qualche vuota causa dalla vita breve non è più punk dell'immagine delle pop star di oggi giorno, dal bel faccino e dalla testa vuota. Dato che è così facile per le case discografiche vendere immagini di violenza, sesso e presunzione, molti gruppi hanno colto l'attimo e si sono definiti Punk, senza capire che in realtà stavano perpetuando uno stereotipo di conformità totalmente estraneo al punk. L'attitudine a "fare massa" ["Come Join Us" nel testo originale] che cerca sempre di attrarre seguaci, solitamente va a finire in una folla di deboli individui che pensano che la loro forza stia nel grande numero di cloni con il loro stesso pensiero che essi hanno messo insieme. In realtà non c'è alcuna forza nel numero, se la gente è tenuta insieme da un qualche mantra miope, egoistico e timoroso che promuove fazioni e principi esclusivi. Le forti ideologie non hanno bisogno di un grande seguito, persistono lungo tutta la storia e non spariscono mai, perché sono intimamente connesse con la nostra biologia. Sono parte di ciò che significa vivere da Homo Sapiens. Il Punk è un simbolo di questa tradizione. E’ un movimento di proporzioni epiche, che trascende l'immediatezza del "qui e subito" perché è, era e sempre sarà finchè gli uomini cammineranno sulla terra. Stiamo entrando in una nuova era di insaziabile cammino verso la cultura, e i Punk conosceranno la loro rivincita. Internet ha permesso alla gente di comunicare direttamente ancora una volta. Sulla rete, il comportamento è interattivo, com'era prima dell'avvento dei mass-media. La gente ora si focalizza su discussioni ideologiche e problemi di stile di vita, l'opposto del classico comportamento del 20° secolo, in cui tutti si ritiravano nei propri gusci, aderendo ad un codice comportamentale promosso da un network o da una grande azienda. Le menzogne e i misteri dell'elitarismo si consumeranno tanto velocemente quanto le discussioni globale che si manifestano ogni giorno nella rete invaderanno la vita di un sempre maggior numero di persone. La popolazione mondiale sarà più ricettiva verso le ideologie alternative perché essa stessa ne creerà di nuove. La gente sarà meno ricettiva nei confronti delle ideologie di obsolete istituzioni perché i buchi e le macchie della loro logica saranno sempre più amplificati dalla loro diffusione di su scala mondiale. L'etica de "La Forza Sta Nella Comprensione" e "Conoscere E' Potere" che i Punk hanno conservato diverrà la norma. La rigidità, la bestialità e la futilità delle segrete agendae diverranno palesi, spianando la strada verso l'apprezzamento dell'unicità umana, verso una nuova era di originalità. CHI E' PUNK? Chiunque ha il potenziale per essere punk. E' molto più difficile per chi ha alle spalle un'educazione quieta, priva di stimoli e ignorante, perché non vedranno il valore del contestare o del provocare le istituzioni che hanno dato loro una così grande tranquillità. Ma questi esempi di vita spensierata si stanno facendo rari nel nostro tumultuoso mondo. Domande eterne sono ancora scolpite nelle menti della maggioranza delle persone. Ciò che davvero significa essere umani sta diventando sempre più chiaro con il passare dei decenni. A volte, le persone sono educate a seguire il sicuro sentiero fino ad arrivare ad una precoce morte consumando e ripetendo il dogma di una paurosa aristocrazia. D'altro canto però, lo spirito umano è duro a morire. Il Punk è un microcosmo dello spirito umano. I Punk hanno successo grazie alle loro menti, non con la forza bruta. Fanno avanzare la società grazie alla loro diversità, non con il conformismo. Motivano gli altri grazie all'inclusione, non con la dominazione. Sono le prime linee di un auto-perfezionamento ed esportando le proprie convinzioni possono migliorare l'aspetto della razza umana. Aderiscono a principi universali non scritti basati sulle emozioni umane, evidenti per chiunque, e sfuggono ad elitari codici di comportamento o segreti modi di vivere. Incarnano la speranza del futuro, e rivelano i difetti del passato. Non dite loro ciò che devono fare, perché vi stanno già guidando. IL PUNK E': l'espressione personale della nostra unicità, che proviene dalle esperienze di vita provate grazie alla nostra abilità umana di ragionare e porsi delle domande. IL PUNK E': un movimento che serve a rifiutare gli atteggiamenti sociali che sono stati perpetuati grazie alla testarda ignoranza insita nella natura umana. IL PUNK E': un processo di interrogazione e impegno a capire che ha come risultato lo sviluppo di sé e, grazie all'estrapolazione, può portare ad un miglioramento della società. IL PUNK E': credere che questo mondo è quello che noi facciamo di esso; la verità viene dalla comprensione del modo di essere delle cose, non dalla cieca aderenza a prescrizioni su come le cose dovrebbero essere. IL PUNK E': la costante lotta contro la paura di ripercussioni sociali.